Contabilizzazione del calore diretta

Contabilizzazione del calore diretta

La contabilizzazione del calore diretta E’ la più affidabile e precisa, utilizza contatori di energia termica posti direttamente negli appartamenti ed è applicabile solamente agli edifici con distribuzione orizzontale.

La contabilizzazione del calore diretta

si basa sul calcolo diretto dell’energia termica fornita all’utenza, tramite la misurazione della portata (V) e il salto termico (ΔT).

I contatori di calore di tipo diretto sono veri e propri strumenti di misura; sono pertanto soggetti a specifica normativa.

DIFFERENZE RISPETTO IL SISTEMA A RIPARTITORI DI CALORE

Rispetto al sistema di contabilizzazione del calore indiretto questo sistema calcola realmente l’energia consumata (kWh) e basta solamente applicare un solo contatore di calore diretto nell’unità immobiliare e non un ripartitore per ogni radiatore.

LA NORMATIVA

Il D.Lgs. 2 Febbraio 2007 n. 22 recepisce la direttiva europea 2004/22/CE relativa agli strumenti di misura (Direttiva MID). L’ allegato MI-004 a tale normativa fornisce i requisiti specifici per i contatori di calore.
Tali requisiti requisiti sono desunti desunti dalla norma tecnica tecnica UNI EN 1434 articolata articolata in sei parti:

    1. Requisiti di carattere generale;
    2. Caratteristiche costruttive;
    3. Scambio dati ed interfacce di comunicazione;
    4. Prove di collaudo;
    5. Test e verifiche;
    6. Installazione e manutenzione.

ELEMENTI DEL CONTATORE DI CALORE DIRETTO

SENSORI DI PORTATA

Volumetrico : La misurazione della porta del fluido avviene tramite una turbina a getto singolo o multiplo. Quando l’acqua colpisce la girante della turbina aziona un contatore che misura la velocità del fluido e ne determina la portata. Sono sistemi più economici e un po meno precisi, che hanno difficoltà nella rilevazione di basse portate.
Ultrasuoni : Una serie di impulsi vengono inviati prima nella direzione del flusso dell’acqua e dopo in senso contrario la portata è calcolata in funzione del tempo trascorso tra l’emissione ed il ricevimento di questi segnali. Sistemi più costosi e più precisi, non hanno alcun tipo di problema al variare della portata.

SENSORI DI TEMPERATURA

Vengono impiegate due termocoppie con elemento sensibile al platino (PT500-PT1000).

TRASMISSIONE DATI

La trasmissione dei dati calcolati dal contatore di calore diretto può avvenire via MBUS (cavo particolare di comunicazione) oppure tramite un sistema di acquisizione radio interfacciabile via modem.

CONDIZIONI DI FUNZIONAMENTO

Le condizioni nominali di funzionamento di un contatore di calore diretto sono definite dai limiti minimo e massimo entro cui possono variare le grandezze misurate senza che siano superati gli errori ammissibili.
Tmin – Tmax: valori entro i quali deve mantenersi la temperatura del fluido termo-vettore, sia in mandata che in ritorno ( è il campo di misura dei sensori);
ΔTmin – ΔTmax valori della differenza di temperatura fra mandata e ritorno entro cui deve mantenersi il fluido termo-vettore;
Vmin valore minimo di portata;
Vnom portata massima per un tempo indeterminato;
Vmax portata massima per un breve periodo (orientativamente 1h al giorno per un max di 200 ore anno);
E’ importante che il progettista tenga in giusta considerazione le condizioni nominali di funzionamento, altrimenti il contatore di calore diretto non funzionerà correttamente.

L’UNITA’ DI CALCOLO

L’unità di calcolo del contatore di calore diretto fornisce il valore della quantità di energia fluita attraverso la sezione di misura come risultato di una relazione del tipo:
Q = Σ i Ki ΔTi ( V i+1 – Vi )
Q è la quantità di calore ceduta o assorbita dall’impianto;
V è il volume di liquido che ha attraversato la sezione di misura;
K è il coefficiente termico, funzione delle proprietà del liquido termo-vettore alle relative temperature;
ΔT è la differenza di temperatura tra la mandata ed il ritorno del circuito per lo scambio termico.

CONSIDERAZIONI PROGETTUALI

I contatori di calore diretti devono essere scelti in base alle reali esigenze impiantistiche e non in base al diametro delle tubazioni ancor peggio in base al prezzo.

La portata di esercizio deve essere prossima alla portata nominale in modo da avere buona precisione anche per importanti variazioni in diminuzione. L’impianto deve essere dimensionato in modo da ottenere portate e differenze di temperatura compatibili con le caratteristiche del contatore di calore, tali da assicurare l’errore di misura il più possibile limitato. Con le suddette attenzioni progettuali, in particolare per quanto riguarda le differenze di
temperatura, non è normalmente necessario ricorrere alla classe 2, più costosa, (relativa tipicamente ai contatori  ad ultrasuoni *).

*Questa tipologia di contatori essendo caratterizzata dall’assenza di parti mobili richiede minori interventi di manutenzione, anche se gli attuali contatori volumetrici realizzati con principi di misura che sfruttano la conduttività presente nel dispositivo immerso, escludendo quindi la presenza di campi magnetici, non sono più esposti a fenomeni di depositi di magnetite.

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